|
L'origine del nome SERRONE è fatto risalire all'antico
"serroni", che evoca i dorsi rocciosi e accidentati dell'Appennino
centrale e che caratterizzano i pendii e le falde del Monte Scalambra
su cui, a metà costa, sorse in epoche oscure il nucleo originario
del paese. I secoli bui dell'alto medioevo, caratterizzati da guerre, pestilenze e carestie, spinsero la popolazione a riunirsi in ville rustiche, inaccessibili e lontane dalle grandi vie di comunicazione. Con l'incastellamento delle ville rustiche, fenomeno che caratterizzò la campagna romana a partire dal VI secolo, un primo nucleo abitato e fortificato sorse dunque sulle pendici del M. Scalambra. |
|
Nel X secolo il territorio era sotto la giurisdizione dei Benedettini
di Subiaco, che introdussero il culto di S. Michele Arcangelo, con una
chiesetta a lui dedicata, posta alla sommità del M. Scalambra.
In realtà, a parte brevi periodi, il paese fu sotto la diretta giurisdizione dei Papi per tutto il medioevo, costituendo con Paliano una "castellania della chiesa", cioè un sistema fortificato a guardia della campagna romana. Per questo motivo i romani, ribelli all'autorità del pontefice, bruciarono nel 1184 i castelli di Paliano e Serrone (Cronaca di Fossanova).
A partire dal XIII secolo, la necessità dei papi di costituire,
a sostegno del loro potere, dei potentati locali per l'amministrazione
della campagna, determinò il progressivo infeudamento delle città
e dei paesi fino ad allora liberi comuni. Nel 1427 inizia la signoria della famiglia Colonna che culminerà nel 1569 con l'istituzione del principato di Paliano, comprendente anche Serrone. Sotto la signoria della famiglia Colonna, iniziò per il paese,
a parte le devastazioni subite durante la "guerra di Campagna"
del 1556, un lungo periodo di pace e di sviluppo, interrotto soltanto
dalle periodiche epidemie (la peste del 1656) e dalle ricorrenti carestie
(1764). L'amministrazione del paese era affidata ad un governatore, nominato
dal principe feudatario, e affiancato da un consiglio della Comunità
costituito da "un huomo a foco" (un uomo per ogni famiglia). Durante i secoli XVII e XVIII si costituirono importanti istituzioni pubbliche come il Monte Frumentario, la scuola, la condotta medica, le opere pie. La limitata economia locale, basata soprattutto su agricoltura e pastorizia, di volta in volta dovette far fronte, oltre ai bisogni della comunità, ai ricorrenti tributi e balzelli imposti sia dal principe feudatario, sia dalla Camera Apostolica.
La restaurazione dei 1815 portò ad un generale riordino sia legislativo che amministrativo; furono aboliti gli statuti municipali e i privilegi feudali. Il paese, insieme con Piglio e Paliano venne incluso nel distretto di Tivoli, compreso nella comarca di Roma. Pur toccato dai moti garibaldini del 1849 (Garibaldi a Piglio) e del 1867 (tentativi di liberare i prigionieri politici dal carcere di Paliano), il paese visse tranquillo fino all'unificazione del 1870 che portò Serrone a far parte del Mandamento di Paliano, circondario di Frosinone, provincia di Roma. Nel 1927 fu definitivamente incluso nella neocostituita provincia di Frosinone. Mario Nappucci |